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ASSISTENZA SANITARIA in Marina di Ginosa di Luigi Strada

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 ASSISTENZA SANITARIA in MARINA di GINOSA – dr Luigi STRADA

sottotitolo: Appunti di cronaca per la storia (nov. 1942 – agosto 1957)

 

Una delle più grandi lacune di Ginosa, sul piano storico e cronachistico, è la mancanza di testimonianze e in genere di scritti, sugli eventi che hanno segnato le tappe dell’evoluzione politica sociale economica di Ginosa e di tutto il suo territorio. Questi appunti di Luigi Strada ripubblicati dal nipote Ferdinando Strada, vanno a dare luce a situazioni sociosanitarie, e non solo, di Marina di Ginosa relative ad un tempo poco raccontato, mettendo in luce le attività pionieristiche dell’epoca in un ambito amministrativo poco regolamentato, gestito con saggezza e buon senso.

Non esistendo un servizio sanitario nazionale, apprendiamo che l’assistenza sanitaria nel comune di Ginosa era scarsa a danno, ovviamente, della popolazione e dell’economia. A Marina di Ginosa se ne fecero carico gli enti pubblici di propria iniziativa: nel 1925 l’O.N.C organizzò l’assistenza sanitaria per i lavoratori e le famiglie che lavoravano con loro alle bonifiche delle paludi, saltuariamente anche le FFSS per i loro lavoratori, e infine il Consorzio di Bonifica.

Il problema sanitario più grave sin dall’inizio delle bonifiche era chiaramente la malaria  che imperversava a primavera estate, si affrontava con l’uso massiccio del chinino, non so quanto efficace. Nella borgata, come in altre località malariche, si sperimentò la Smalarina, un medicinale messo a punto dal prof. Cremonese, non sappiamo con quanto successo essendo la sperimentazione localmente disturbata dalla propaganda anti smalarina di un certo Leonardo Capotorto, capo vaccaro diffidato dai suoi superiori, racconta Strada. Le categorie maggiormente colpite dal male erano ovviamente i contadini, maggiormente esposti al rischio.

Nell’esercizio della professione medica nella borgata si susseguirono molti medici, e nel 1941 grazie all’INAML divenne obbligatoria  la presenza di un sanitario a Marina di ginosa, il primo fu Vittorio di Bartolo (ex podestà di Ginosa, N.d.A), sostituito dal dr. Luigi Strada  nel ’42 che terrà l’incarico per 15 anni fino al 1957, quando sarà sostituito dal dr Franco D’Alconzo, operando un netto miglioramento dell’assistenza sanitaria.

La mancanza di strutture costringeva a ambulatori di fortuna, in abitazioni private e baracche adibite ad ambulatori, la malaria si curava con antimalarici principalmente il chinino gratuito, vari sistemi e prodotti larvicidi, si usò anche la nafta, ma la soluzione venne  con il DDT. Nel ’43, annota Strada, una compagnia di militari inglesi si accampò in Pineta Regina, tra loro alcuni energumeni, sicuramente ubriachi, che si presero la briga di devastare le strutture sanitarie attentando anche alla vita di un ufficiale di Marina italiano che si salvò per un pelo.

Nel dopoguerra con la diminuzione della malaria e delle zanzare aumentarono i residenti e si cominciarono a vedere i primi bagnanti, si costruivano le prime villette. Il panificio Quinto nel 1949. Molte le nuove costruzioni anche precarie per l’afflusso di lavoratori del tabacco, muratori e operai in genere, comparvero molte famiglie provenienti dal confine orientale, da Pola, nell’italianissima Istria, cacciati dai partigiani terroristi di Tito (tra i quali almeno un paio di ginosini, N.d.A.), accolti e sistemati dall’O.N.C. con l’assegnazione di poderi da coltivare, una storia, anch’essa non raccontata che speriamo non venga perduta.

Nel 1950, sottolinea il dottor Strada, per la prima volta nessun nuovo caso di malaria, la malattia è debellata.

Piace apprendere, ma forse è una conferma, che Luigi Strada si è dedicato alla crescita di Marina di Ginosa su molti piani: non solo prestando cure sanitarie, ma descrivendo una società semplice e poco burocratizzata, ci tramanda l’immagine di istituzioni pragmaticamente tese a risolvere i problemi senza troppo badare alle formalità burocratiche, come la distribuzione a tappeto del chinino, venduto anche nelle tabaccherie,  o come la somministrazione di medicinali ai bambini da parte delle maestre nella scuola, o la visita oftalmica agli scolari, non di sua stretta competenza, e per ultimo ma non ultimo il suo impegno civile e politico per la sua Marina. Infatti fu lui a proporre la denominazione ufficiale di Marina di Ginosa, tale dal 1958, per quella che dal 1869 era solo Ginosa Scalo,  Venticinque, cioè il 25mo chilometro della linea ferroviaria Taranto-Reggio C., fondò la Pro-loco convinto delle potenzialità turistiche della nostra Marina, volle l’uso della batteria Toscano come colonia estiva per bambini, l’apertura di un consultorio Materno Pediatrico, da consigliere comunale perorò l’apertura di una farmacia di cui si sentiva forte il bisogno, un piano regolatore per un armonioso sviluppo urbanistico, il macello, l’acqua potabile, la fognatura.

Luigi Strada immaginava Marina di Ginosa come un grande centro turistico, lamentando l’edilizia disordinata che non lasciava spazio al verde e la mancanza di “graziose villette” con giardino, sottolineò la necessità di un sottopasso al posto del passaggio a livello mentre pensava ad un porticciolo all’interno del Galaso, il portocanale di cui ancora si parla, e ancora elencando tutta una serie di provvedimenti, servizi e strutture necessarie sia alla cittadinanza residente che al potenziale turismo che lui già vedeva in prospettiva, auspicando un adeguato sviluppo della ricettività.

Conclude dicendo: “Mi sforzai di creare una coscienza turistica prevedendo che sarebbe venuto il giorno in cui il MARE avrebbe svegliato l’interesse salutare che tanti di noi vanno a cercare lontano dalla nostra terra”.

Col senno di poi vediamo che molte sue intuizioni si sono realizzate, Marina di Ginosa è diventata una importante località turistica, ci piace immaginare che probabilmente ne sarebbe abbastanza soddisfatto.

Michele Galante, dicembre 2018

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