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Fatti non foste per vivere come bruti

Fatti non foste per vivere come bruti

L’idealismo è tipico dei giovani, sposano le cause con entusiasmo, spesso seguono le mode dando tutto per scontato, senza approfondire, è sbagliato però abbandonare la discussione sbattendo la porta, occorre tolleranza perché anche gli altri potrebbero dire cose sensate. Gli omotrans hanno già ottenuto leggi a loro favore come quella che permette i “matrimoni”, non sono più emarginati, ma la propaganda sulla Zan parla sempre di prevenire le violenze e le aggressioni per motivi omofobici, discriminazioni, ecc… e tutti si sentono di condividere, è naturale. Ma esistono già le leggi per proteggere i cittadini da quei reati, se loro non si sentono protetti abbastanza potrebbero ottenere l’aumento delle pene o di inserire un articolo specifico, ma la legge Zan mira molto più lontano, quella è solo la facciata, la Zan vuole punire l’omotransfobia in sé, in quanto odio, che è un sentimento, e punire chi pensa che l’omosessualità non sia un valore in sé, quindi punisce i sentimenti e le opinioni, non le azioni, con pene pesantissime. E pretende che si stabiliscano, e che quindi tutti rispettino, dei principi ideologici che sono riportati all’art. 1 punto b) della legge: “per GENERE si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona, che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso”. Conforme o contrastante, va bene tutto, quindi per genere non s’intende maschile e femminile che comprenderebbe anche i maschi che si sentono femmina e viceversa, no. Comprende qualsiasi interpretazione che ciascuno vorrà darsi. Al momento ci sono una sessantina di “generi”, e chissà quanti se ne possono inventare, e tutti avrebbero diritto alla protezione della legge, mica male. Punto c) “Per ORIENTAMENTO sessuale si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso o di entrambi i sessi”. Questo punto è generico, non mette nessun paletto, né relativo all’età né al grado di parentela del partner, qualunque prurito definito “orientamento sessuale” sarà legittimato e protetto dalla legge, qualunque attrazione sarà legittima.  Vendola ebbe a dichiarare tempo fa che anche i bambini hanno diritto al piacere sessuale, e come lui, altri rappresentanti della categoria hanno espresso lo stesso augurio. E siccome ciò che non è vietato è permesso, sarà permesso fare sesso con i bambini, e perché no tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle? La legge apre le porte, oltretutto già aperte, all’insegnamento, dalle materne in su, alla teoria gender (il programma è quello delle linee guida dell’OMS sulla sessualità dei bambini, art. 41).

Il ddl Zan quindi non protegge potenziali vittime da pericoli, ma legittima ogni forma di fantasia sessuale, e crea un gruppo sociale al di sopra di tutti gli altri cittadini, con poteri di imposizione e di indirizzo nell’educazione dei bambini, assolutamente straordinari sulla base di una vera e propria ideologia.  Viene altresì istituita la Giornata Nazionale Contro l’Omofobia, con relativi gay-pride, cortei, festeggiamenti, pubbliche manifestazioni, conferenze nelle scuole, dibattiti, seminari, premiazioni, attività che saranno finanziate con i soldi degli italiani per 4milioni all’anno ai circoli gay.

Va detto che non tutti gli omosessuali gradiscono l’esibizionismo che caratterizza coloro che sostengono questa legge, c’è una grandissima parte di omo che è contraria, tiene la propria condizione assolutamente riservata, perché la loro intimità è privata, non pubblica, proteggono la loro dignità, evitano la sguaiatezza. Quindi distinguiamo tra chi vive la propria intimità privatamente e chi la vuole mettere in piazza, e sono questi, una minoranza rumorosa che pretende di dettare legge. Difficile trovare valori universali condivisibili in queste teorie, la cui regola è: nessuna regola, per vivere nell’esaltazione degli istinti primordiali più bassi, che noi non condividiamo perché, come dice il Poeta: “Fatti non foste per vivere come bruti, ma per cercare virtute et canoscenza”.

 

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