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IL ddl ZAN

 

IL DDL ZAN

Nei prossimi giorni il Senato dovrà esaminare la proposta di legge dell’onorevole Alessandro Zan (PD), voluta per contrastare l’«omotransfobia», come si legge nell’introduzione della proposta medesima. Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità. Le intenzioni sono ovviamente condivisibili perché è giusto proteggere i deboli. Ma ciò avrebbe senso se non esistessero nel sistema giuridico italiano altre forme di protezione già vigenti (legge Mancino).

Da che mondo è mondo quando si vuole colpire o prendere in giro qualcuno si va sul punto debole, quindi se uno è basso di statura lo si chiama nanetto, se uno ha una gamba più corta è chiamato zoppo, se uno è senza capelli è chiamato pelato, in genere tutti accettano gli sfottò e ironicamente di ridono sopra, e anche molti gay hanno sempre ironizzato sulla loro condizione senza farne un trauma.

Paolo Isotta, un grande giornalista e critico d’arte napoletano, morto poche settimane fa, parlando della sua omosessualità si definiva semplicemente “ricchione” e “frocio”.

Paolo Poli un grandissimo attore, cantante e autore teatrale morto nel 2016, alla domanda del giornalista che gli chiedeva come considerasse la sua omosessualità rispondeva fieramente: una “perversione”, si riteneva un pervertito. Ambedue, personaggi di alta cultura e intelligenza, riconoscendosi nella morale corrente ammettevano la loro diversità e ironizzavano serenamente sulla loro omosessualità. Attualmente in Italia abbiamo la Legge Mancino che condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. E’ una legge che nella sua formulazione punisce i delitti contro i gay e soci. Ma i proponenti la legge non si accontentano di una legge che punisca la violenza, le discrminazioni, vuole una legge specifica che condanni l’omotransfobia perché una tale legge punendo i suoi nemici riconoscerebbe alla categoria uno status superiore a quello dei comuni cittadini. Una categoria paramount. E infatti le pene previste per chi si macchia dei reati omofobici sono elevatissime, sproporzionate.

Un anno e 6 mesi o 6.000 euro per chi commette o incita a commettere atti di discriminazione per motivi “omofobici” e “transfobici”. Ad esempio affermare anche in una chiacchierata tra amici: “L’omosessualità è contro natura” potrà essere considerato atto discriminatorio verso la categoria delle persone omosessuali. Parimenti se si cita la Bibbia dicendo che l’omosessualità rappresenta una «grave depravazione», (Gn 19,1-29; Rm 1,24-27; 1 Cor 6,9-10; 1 Tm 1,10). Anche una semplice litigata per un parcheggio potrà diventare atto di violenza e discriminazione omoeccc….. Il ddl Zan, in definitiva, punisce penalmente l’odio diretto verso quella gente, ma l’odio altro non è che un sentimento, come pensare che l’omosessualità non sia un valore in sé e che è contro natura è solo un’opinione, quindi il ddl Zan punisce i sentimenti e le opinioni.

Nel preambolo dell’art. 1 si vanno a definire alcuni concetti molto dirimenti sugli obiettivi della legge, in particolare:

Punto b) art.1: per “GENERE si intende qualunque ma­nifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso”. Conforme o contrastante, va bene tutto, quindi per genere non s’intende maschile e femminile, che comprenderebbe anche i maschi che si sentono femmine e le femmine che si sentono maschi, no. Comprende qualunque interpretazione che ogni singolo vorrà darsi. Abbiamo almeno 54 forme di LGBTQIA e chissà quante altre forme di “genere” ci si potrà inventare, e tutte avranno diritto di legittimità e alla protezione della legge.

Punto c) art.1: per “ORIENTAMENTO sessuale si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi”. Questo punto è generico, non mette paletti di nessun genere, né di età, né di grado di parentela, è omnicomprensivo, qualunque prurito definito “orientamento sessuale” sarà legittimato e protetto dalla legge, per cui qualunque attrazione sarà possibile. Vendola ebbe a dichiarare tempo fa che anche i bambini hanno diritto ai piaceri del sesso, e non solo lui, altri rappresentanti della categoria hanno espresso lo stesso augurio. In mancanza di paletti, dunque è permesso tutto, con i bambini, e perché no incesti tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle, tra nonni e nipoti, zii e nipoti.

La legge, indipendentemente dalla volontà dei genitori, apre le porte delle scuole, compresa la scuola materna e forse anche l’asilo nido, all’insegnamento gender. (L'Oms raccomanda:- Già all'asilo i bambini devono conoscere il piacere della masturbazione e scoprire il corpo dell'altro sesso, cioè toccarsi l’un l’altro. A 4 anni il gioco del 'dottore'. A 9 anni devono sapere come usare il preservativo e a 15 essere ben consapevoli del diritto di abortire).

Il ddl Zan, quindi non protegge potenziali vittime da pericoli ma legittima ogni forma di sessualità e crea una gruppo sociale al di sopra di tutti gli altri cittadini, una casta di intoccabili con diritti e poteri di imposizione e di indirizzo nell’educazione dei nostri figli assolutamente straordinari sulla base di una vera e propria ideologia. Viene altresì istituita la Giornata Nazionale Contro l’Omofobia, il 17 maggio,  con relativi gay-pride, cortei, manifestazioni, pubbliche celebrazioni, conferenze nelle scuole, dibattiti, seminari, premiazioni.

E non manca il finanziamento, ai circoli gay saranno distribuiti 4 milioni di euro l’anno per attività varie. Le conclusioni, se siete arrivati a questo punto della lettura, tiratele voi.

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