Skip to main content

La GARA di MATEMATICA

Leggere Travaglio è un esercizio non solo di vera informazione, ma anche fonte di grande divertimento. IL suo maestro Montanelli era ironico, sardonico quando parlava di certi personaggi, Travaglio lo supera: è ironico sardonico, pungente, satirico, tagliente. Sempre fortemente ironico, quando parla di certi personaggi politici di destra e di sinistra, è irresistibile, non si può fare a meno di sorridere e qualche volta anche ridere, come nell’articolo di oggi, di cui vi propongo l’apologo.

Da tempo ci domandavamo, scrive Marco Travaglio su Il Fatto Q. del 9 gennaio ’18, chi scrive i testi a Renzi. Cioè, parafrasando Altan, chi è il mandante di tutte le cazzate che dice. Ora l’abbiamo scoperto, essendo notoriamente un uomo colto, soprattutto sul fatto, il segretario del PD si ispira ai grandi maestri del surrealismo. Ed è lì, non alla ruota della fortuna, che incontra il magico mondo di B. Prendete le loro ultime promesse elettorali. Entrambi all’inseguimento del M5s , che da tempo ha proposto il reddito di cittadinanza e il salario minimo di 9 euro all’ora, tentano di imitarlo come possono. B. parte primo: “Reddito di dignità per tutti”. Ieri Renzi rilancia: “salario minimo 10 euro l’ora”. Un euro in più. La trovata ricorda un racconto surreale di Cesare Zavattini in Parliamo tanto di me sulla gara mondiale di matematica che premiava chi diceva il numero più alto.. “L’algebrista Pull scattò: un miliardo. Un oohh di meraviglia coronò l’inattesa sortita; si restò tutti col fiato sospeso. Binacchi, un italiano, aggiunse: “Un miliardo di miliardi di miliardi”. Nella sala scoppiò un applauso, subito represso dal presidente. Mio padre guardò intorno con superiorità e cominciò: “ Un miliardo di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi…” La folla delirava: Evviva evviva”… ma mio padre continuava: “…di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi…”. Il presidente Maust, pallidissimo, mormorava a mio padre, tirandolo per le falde della palandrana: “Basta, basta, vi farà male” Mio padre seguitava fieramente: “…di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi!” A poco a poco la sua voce si si smorzò, l’ultimo fievole “di miliardi” gli uscì dalle labbra come un sospiro, indi si abbattè sfinito sulla sedia. Il principe Ottone gli si avvicinò e stava per appuntargli la medaglia sul petto, quando Gianni Binacchi urlò: “Più uno!” La folla portò in trionfo Gianni Binacchi”

Così ha fatto Renzi col salario minimo. Di Maio dice 9 euro? Lui risponde: “Più uno!”  Se B. non rilancia a 11, ha vinto lui. Tanto poi non se ne fa niente. Si scherza, via. (…)

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione