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La NEVE e la Goccia

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  LA NEVE -  Il 6 gennaio 2017 ce lo ricorderemo a lungo per la grande nevicata che è durata oltre due giorni e ha coperto di bianco soffice ovattato manto, tutto il paese. Oltre un metro di neve che ci ha ricordato la nevicata del ’56, quando ero bambino di nove anni. Dietro i vetri delle finestre ad appannarle col nostro fiato vedevamo scendere abbondante la neve, ma non ricordo sentimenti di preoccupazione. Tra le immagini che mi restano sono le trincee scavate nella neve, la surbètte fatta col cotto di fichi, con la menta, il caffè o il tamarindo, ricordo le palate di neve che venivano giù dai tetti e le mani congelate per le battaglie a palle di neve, i pupazzi, e i miei pantaloni corti che mi facevano morire di freddo.

Questa nevicata è stato il banco di prova della nuova giovane Amministrazione comunale, sindaco Vito Parisi, che dopo un primo momento di presa d’atto ha mostrato capacità e determinazione. Il 6, festa della Epifania era venerdì, il giorno successivo sabato e poi la domenica ha trovato ovviamente tutti gli uffici chiusi, chiuse le aziende, chiusi e distratti la Prefettura a la Regione.  Il preallerta della Prefettura è relativo, perché è difficile immaginare a priori l’evento che si presenterà e le soluzioni. E’ subito partito il fuoco incrociato dello sciacallaggio politico e di quello qualunquista degli eroi della tastiera che stando comodamente a casa loro sapevano perfettamente quello che (gli altri) dovevano fare. Tutta una lamentela, un piagnisteo di chi trovava scandaloso che la sua strada non era ancora liberata.

Passato il primo momento di messa a punto della macchina dei soccorsi, il paese si è riempito di tutte le pale meccaniche piccole e grandi che si è potuto recuperare per un primo intervento che ha consentito di rendere carrozzabili le principali strade del paese per cui già lunedì 9 la mobilità era accettabile. Io stesso martedì 10 con la mia macchina, senza catene, sono andato e tornato da Ginosa Marina senza problemi, ma con le ovvie precauzioni. Intanto i soliti noti continuavano a mandare su facebook le foto delle strade che non erano state raggiunte dalle macchine spalaneve. Si è parlato di forze armate arrivate in forze, ma io che ero in giro non ho visto nessuno uomo con le stellette, solo in foto e non a Ginosa. C’è stato un evento serio di salvataggio sabato 7, di tre giovani imprudenti che erano andati sulla murgia verso Matera a vedere la neve e sono rimasti bloccati nella loro auto, raggiunti, sembra, dopo 15 ore di lavoro dai mezzi di cantiere della ditta DiFonzo e da volontari tra cui lo stesso sindaco Parisi. Altre emergenze sono state risolte senza problemi, anche se con qualche ritardo, persone raggiunte in campagna, dializzati da portare in ospedale, medicine consegnate e quant’altro.

Con qualche fatica si è riusciti a coinvolgere la Prefettura che nicchiava e la Regione Puglia lontana dagli occhi e dal cuore, ricevendo alla fine una visita del presidente Emiliano nella giornata di mercoledì 11.

Un occhio attento ha potuto osservare come gli interventi seguivano un ordine basato su priorità: prima le vie di collegamento esterne, poi quelle interne principali, poi dal centro alla periferia tutte le altre strade, fin quando da lunedì 9 Ginosa era tutta un grande cantiere, un lavoro di prim’ordine che ha visto il paese tornare alla “normalità” in meno di una settimana, quando Laterza rimaneva impedita dalla neve ghiacciata ancora per qualche giorno. Intanto si smorzavano le polemiche dei qualunquisti e degli avversari politici che rischiavano un versamento di bile per il successo riconosciuto dai cittadini al sindaco Parisi e ai suoi collaboratori, per l’ottimo lavoro svolto.

Gli unici che non hanno apprezzato l’operato dell’Amministrazione comunale, a parte qualunquisti e avversari politici, sono stati i commentatori del quindicinale La Goccia, a cominciare dal direttore che dopo uno stentato apprezzamento per l’Amministrazione locale e per coloro che hanno gettato il cuore oltre la siepe, per trovare critiche da fare deve guardare oltre i confini comunali e prendersela con i problemi del sud, la Regione Puglia e il la sua Protezione civile, non vale nemmeno il gesto eroico dell’ostetrica che va in ospedale col trattore, poteva risparmiarselo. Si risolverebbe tutto con una bella cabina di regia. Poi delega alla metafora l’accusa ai 5 stelle di cecità, accusa ingenerosa, infondata, falsa. Si indigna la Goccia, si turba, perché Ginosa è rimasta isolata per tre giorni, per un po’ di neve, non per terremoto né per alluvione, ma solo per un metro di neve. E inopinatamente sono stati disturbati i cittadini chiamati a raccolta, distolti dalle loro eroiche tastiere e dalle palle di neve, per prendere il badile e sporcarsi le mani per pulire davanti casa. Disgustoso. Meno male che sono arrivate le forze armate (chi l’ha viste?). Cinque pagine, ben cinque pagine per negare l’evidenza.

P.S. del 5 febbraio. Per lo sgombero neve sembra siano stati spesi 170.000,00€ e forse si poteva spendere un po' di meno, ma è sempre molto meno di Laterza dove hanno speso ben 370.000,00€

 

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