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La TASSA di Soggiorno

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La Tassa di Soggiorno nasce nelle grandi città turistiche, Roma, Firenze, Venezia, per far fronte ai problemi creati dal turismo di massa che metteva in crisi le città dal punto di vista dei servizi che risultavano sottodimensionati e incapaci di far fronte alle problematiche create da questo tipo di turismo. Il principale risultato che si voleva perseguire era quello di adeguare servizi, strutture, trasporti, informazione, viabilità, alle esigenze create dalle masse, ma anche creare eventi. Un ottimo modo di finanziare i capitoli di spesa relativi al turismo. 

Tra le grandi città che ricorrono alla tassa di soggiorno per gli alloggianti nelle strutture alberghiere, l'Amministrazione comunale ha voluto inserire anche Ginosa. Onorati.

Senza entrare nel merito della decisione che spetta all'Amministrazione di Ginosa, che si immagina sappia quello che fa,  non si capisce l'urgenza del provvedimento, deciso a metà maggio e messo in atto a metà giugno, senza un minimo di preavviso, in maniera improvvida e approssimativa, tanto da doversi riscrivere il regolamento. Eppure accordi a livello nazionale prevedono una certa concertazione con le parti sociali e che la decisione venga presa in tempi di programmazione finanziaria e che abbia decorrenza dall'inizio dell'anno successivo, tutte cose di buon senso che non hanno trovato applicazione, mettendo in crisi gli operatori che hanno già da tempo contratti e prenotazioni che non prevedono tale tassa. 

Forse  si voleva conseguire un primato, quello di essere il primo e l'unico comune della provincia di Taranto ad introdurre questa tassa? Fatto.

 

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