Skip to main content

Le chiancare: l'incarnato storico del nostro paese

Inserito in

 

 

Caro sindaco, caro Gino,

 

io penso che il nostro centro storico, come quello di Matera e di altri centri urbani del circondario, oltre al valore affettivo è portatore di potenzialità non adeguatamente immaginate, e che per le condizioni in cui viene tenuto, dal vandalismo alle deiezioni dei cani alla mancanza di manutenzione alla pulizia, è una grandissima responsabilità che voi Amministratori vi assumete, perdona la franchezza,  e di cui la Storia vi farà carico.

É incomprensibile come a tutt’oggi non vi sia un progetto complessivo di riqualificazione, di valorizzazione e di fruizione di tutto il patrimonio storico e naturalistico del territorio, e che non vi sia un assessore o un delegato che si occupi in esclusiva di questo patrimonio, della sua preservazione e della sua valorizzazione; uno che viva il centro storico tutti i giorni. A Ostuni esiste l’assessorato al turismo e risiede nel centro storico. Quelli come me che pensano di investire capitali nel centro storico si muovono al buio, senza un riferimento, in un ambiente non favorevole. Da noi piuttosto si assiste ad un progressivo degrado cui l’Amministrazione appare indifferente, limitandosi a spendere i fondi ottenuti in maniera randomica e senza un ordine di  priorità riconoscibile negli interventi. So che fate già molto, ma evidentemente non basta. 

In particolare è di qualche settimana fa la polemica tra le parti politiche locali sul saccheggio del territorio, comparsa sui muri di Ginosa. Purtroppo un altro saccheggio, perché di saccheggio si tratta, è ripreso in queste settimane a danno della comunità ginosina tutta. Si tratta delle chiancare che lastricano il nostro centro storico e non solo. Nonostante le polemiche violente del passato, i capitolati di appalto dei lavori pubblici stranamente non prevedono la preservazione delle chianche asportate per un riutilizzo pubblico, ma diventano proprietà della ditta appaltatrice. E se qualche angolo si è salvato è stato solo perché un qualche privato, un dirimpettaio, un commerciante ha preteso la ricollocazione delle vecchie chianche. É semplicemente triste e spento il tratto iniziale di via Garibaldi senza le chianche razziate in occasione dei lavori di fognatura, qualche anno fa, e sostituite da uno squallido strato di cemento.

Su trecento metri quadrati, metro più metro meno, di pietre rimosse da Piazza Orologio, qualche mese fa, un buon terzo erano chiancare storiche originali di indistruttibile calcare che, come sempre, non era previsto che fossero lasciate nella disponibilità del Comune, ed hanno preso la strada del deposito della ditta, in attesa che (le storiche chianche del centro storico di Ginosa) vadano a lastricare i vialetti di qualche villa privata (magari a Laterza).

Allo stesso modo, recentissimamente, si è involata buona parte dei gradini che da decine di lustri hanno onorevolmente contornato il rubinetto dell’AQP dietro alla Chiesa Madre, sostituiti senza motivo da altro materiale. Il tratto del corso Vittorio E. dal castello fino all’asilo Perrone era lastricato di chianche di ottima finitura, di cui in questi giorni si sta completando la sostituzione, che sono sparite nel nulla. Il valore sul mercato delle chianche è di 70,00€ al metro quadrato e non si capisce perché non debba essere contabilizzato nei capitolati tecnici e nel patrimonio del comune.

Non solo il danno morale dunque, anche quello economico, e la beffa. (Se ci fosse l’assessore al centro storico dentro al centro storico tutto ciò non potrebbe avvenire).

Il nuovo basolato porta alla rimozione delle vecchie care chianche così tipiche ed esclusive, e oltretutto non più prodotte, la cui eliminazione snatura semplicemente il nostro borgo e lo trasforma in altra cosa.

Tutt’altra cosa a vedersi le vie ribasolate con le vecchie chiancare, come via Garibaldi dalla parte della chiesa di S. Giuseppe, che mantengono la tipologia classica del nostro centro storico, la sua tipicità, il suo incarnato antico e rustico che lo lega alla cultura della pietra di cui siamo portatori e che vogliamo e dobbiamo mantenere.

Mi appello alla tua cultura e al tuo amore per Ginosa perché, già dal momento della ricezione della presente, tu pretenda dall’U.T.C. che venga fermato lo scempio in atto e recuperate le chianche da poco sradicate ancora recuperabili nei depositi delle ditte appaltatrici, e che in futuro già nei Capitolati di appalto si preveda che il materiale di valore storico ed architettonico una volta rimosso venga lasciato a disposizione del Comune in  suoi depositi, per un reimpiego nel suo ambiente naturale.

Sinceramente,                                                                                          

                                                                                                                 firma

Michele Galante

Gen. B. (A) A.M.

Via Foscolo,3 Ginosa

3401218853               

 

 

 

 

 

 

 

Questa lettera non ha avuto risposta. Per vie traverse mi è arrivato solo un messaggio di disprezzo che non ha misura: “faccia denuncia”.

Un messaggio che denuncia tutta l’arroganza di chi è potente per un giorno, denuncia la mancanza di amore per il paese che si amministra, denuncia la mancanza di rispetto per la pubblica opinione e per il cittadino, denuncia l’incapacità di confrontarsi con gli amministrati da parte di chi vuole solo applausi e non accetta critiche. Forse bisognava fare una supplica? M.G.

 

inserito il 25 apr. 2012

 

                                        

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione