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LO STAFF

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E’ tradizione fisiologica, cioè necessaria, che ogni comandante, capo struttura, ogni alto dirigente, amministratore pubblico, al momento del suo insediamento scelga i suoi principali collaboratori, i capi settore, capi area, dirigenti di primo livello, sono quelli che formeranno il suo staff, il cerchio magico come usa oggi, o se preferite, la squadra, tra persone di sua assoluta fiducia. Ciò non per sfiducia nei sottoposti in carica, ma solo per una questione di feeling, prima di tutto, perché tra il capo e i suoi diretti collaboratori ci deve essere una intesa speciale che consenta la piena condivisione delle scelte del capo e la loro esecuzione puntuale e fedele.

Nel caso di Ginosa, il sindaco, nonostante le dichiarazioni iniziali, a quasi un anno dal suo insediamento non ha ancora sostituito nessuno dei dirigenti nominati dai suoi predecessori. E questo è un vulnus grave alla sua azione. Non perché quelle persone non meritino fiducia ma perché non potranno mai essere in sintonia con il nuovo capo, avendo stabilito procedure, impostazioni, priorità, una visione complessiva che coincideva col pensiero e gli indirizzi dei predecessori, e che condizionerà la loro azione. Ed è chiaro che rimanendo in carica la vecchia guardia il rischio che i vecchi amministratori possano interferire rimane sempre. C’è un geometra, in pensione, della vecchia guardia dell’UTC, per esempio, che continua a frequentare l’ufficio e a mettere mani nelle pratiche, mentre alcuni impiegati penalizzati e spostati dai loro posti dai vecchi amministratori perchè troppo rispettosi dei regolamenti, come tanti grandi elettori aperti sostenitori del M5s, che potrebbero costituire risorse preziose, non vengono considerati. 

In più, il sindaco ha accettato, chiavi in mano, alcune azioni intraprese dal suo predecessore, come per esempio il progetto del Politecnico di Bari il diCAR, chiamato “Messa in sicurezza, riqualificazione e rifunzionalizzazione della Gravina a Ginosa. Tessuti abitativi semi-ipogei su versanti in gravina a rischio idrogeologico. Modelli di rinascita economica e culturale: il parco delle eccellenze di Puglia” che esclude il ripopolamento del quartiere. Quello che Tommaso Montanari su la Repubblica di dicembre 2014 definì un “Luna Park del trastullo”.

A tutt’oggi non ha nemmeno ritenuto di nominare tecnici di sua fiducia per stabilire le cause del crollo, ancora non conosciute, affidandosi al CTU nominato a suo tempo dal tribunale su richiesta di privati, apparendo a noi chiaro che sono due interessi diversi, e quello pubblico non può spalmarsi su quello dei privati, va salvaguardato con modalità esclusive. Nè mi pare una buona soluzione allargare il tavolo a Enti vari per condividere le soluzioni (e le responsabilità). Ma tant’è.

Non sappiamo quale significato dare a queste scelte, se son dovute a inesperienza, o pigra comodità per evitare fastidi o contestazioni, mancanza di alternative o cos’altro. Magari si attendeva l’approvazione del Bilancio di Previsione, che da qualche giorno è stato approvato. Non perdiamo altro tempo.

Se non si manda a casa certa gente rimane il vulnus all’azione dell’Amministrazione e una promessa elettorale mancata.

 

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