Skip to main content

Via Matrice - Incompetenti e irresponsabili

Inserito in

 Già presentato in anteprima conviviale la sera del 22 ottobre 2016 nella cantina Calabrese, il 10 novembre 2017 è stato ripresentato in forma ufficiale, accompagnato da un corposo volume, il progetto del Dicar dell’Università di Bari, per la realizzazione di un parco delle eccellenze artigiane di Puglia su via Matrice, il giorno in cui a Dio piacendo sarà restituita ai ginosini. L'entusiasmo dei relatori e la mancanza di voci contrarie fanno sembrare tutto oro colato.

In passato però ci sono state critiche contrarie, come quelle dello storico dell’arte Tomaso Montanari, che condannava l’idea di trasformare il centro storico di Ginosa in un Luna park del trastullo, suggerendo invece la ripopolazione del quartiere per puntare sull’integrità del territorio e sulla cittadinanza culturale, il contrario del sogno di arricchimento veloce e distruttivo, che per Ginosa sarebbe la cancellazione fisica e l’imbalsamazione commerciale del paese, come i trulli di Alberobello.

Varrebbe la pena parlarne per essere sicuri di fare la scelta giusta.

Il progetto in parola è una proposta unilaterale del Dicar e riguarda l'eventuale utilizzo di via Matrice risanata, quando si dovessero raccogliere risorse pubbliche e private sufficienti per la sua realizzazione. Nel'attesa riposa in pace insieme ad altre decine di progetti, piani, studi fatti in passato sulla gravina e sul centro storico.

Ma, indipendentemente dalla qualità di questo progetto, e dalla importanza che gli si attribuisce per pigra mancanza di altre idee, in assenza di una visione sul modello di sviluppo e di crescita del paese, salta agli occhi un dato che tutti i relatori danno per scontato circa le cause del crollo di via Matrice di gennaio 2014, che, con la massima nonchalance, come fosse un dato scontato vengono fatte risalire all’alluvione di ottobre-dicembre del 2013. L’ho sentito dalla viva voce di Mario Parise, relatore del lavoro di indagine (visivo, non strumentale), Irpi/CNR, di una parte delle cavità presenti nel masso, già da qualcuno definito un mero esercizio accademico, e l’ho letto, ripetuto, nel volume Un Progetto per Ginosa – Parco delle eccellenze artigiane di Puglia, di Nicola Parisi coordinatore di tutto il progetto.

Nel risvolto di copertina addirittura si mischiano i dati dei due eventi, alluvione e crollo, affermando che la chiusura dei quartieri a rischio da parte dei VVFF e conseguente sfollamento dei residenti furono dovute alla alluvione del 2013  e non al crollo di via Matrice del 2014, crollo che invece al momento dell’alluvione era in corso e già denunciato, come del resto lo stesso Parise mostrava nel suo studio Irpi/CNR.

Mi chiedo allora, oggi come allora, da dove deriva questa convinzione? E’ stata forse fatta da parte di geotecnici qualificati una indagine tecnico-scientifica sulle cause del crollo, come fu fatto per la precedente alluvione, e come insistentemente richiesto dal Comitato Residenti del centro storico? Se una tale indagine fosse stata fatta sarebbe cosa buona e giusta, ancorché tardiva, sarà il caso di renderla pubblica, perché non sarebbe giusto dopo 4 anni dall’evento non conoscerne le cause.

Ma se tale indagine non è stata ancora fatta, come si ha ragione di temere, tali affermazioni restano solo opinioni estemporanee e non possono essere spacciate per dato scientifico, sarebbe ora di cominciare a fare le cose seriamente. Perchè mettersi a lavorare alla rimozione delle macerie, prima, e della ricostruzione (??), poi, di via Matrice senza conoscere le cause del crollo è da incompetenti e irresponsabili.

scritto a novembre 2017

riveduto e corretto il 19 nov. '17

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione