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Non desiderare l'uomo d'altre (Aggiornato con LEI e i suoi LUI il 14 marzo 2015)

NON  DESIDERARE L’UOMO D’ALTRE

In un’altra pagina di questo blog abbiamo parlato della donna vittima dell’uomo (gli uomini secondo la psicoterapeuta F. Mormando sono, bontà sua, tutti prepotenti, le loro personalità si reggono su piccoli poteri come quello di maltrattare donne e bambini), abbiamo tentato di mettere nella sua nuova luce la donna moderna, non più angelo del focolare, ma dedita, per usare le parole di Susanna Tamaro, alla mistica della seduzione. La nuova filosofia di vita è l’edonismo, cioè il piacere eletto a virtù: godo, mi diverto, dunque sono.

L’infedeltà femminile appare in aumento. Essere infedeli significa tradire qualcosa di importante: un patto di fiducia,  un’amicizia, un amore. L’uomo, essendo stato dominante per secoli, ha come stressato, in sé, il concetto di tradimento, lo ha banalizzato a livello di sessualità spicciola, che non coinvolge tutte le sfere dell’essere per cui il suo non è un vero tradimento, ma una semplice avventura, un atto superficiale senza coinvolgimento interiore. Conseguentemente l’uomo riesce a possedere una donna con l’indifferenza psicologica cui è abituato da secoli di meretricio. La donna, invece anche nel più occasionale dei rapporti, spende sempre qualcosa di profondo che appartiene al suo personale mistero, la meraviglia del suo istinto materno, una pietas per sé stessa e per l’altro. E’ la mistica della femminilità che coinvolge non solo l’istinto materno, ma anche la diretta conseguenza dell’atto sessuale, la gravidanza, che a una donna cambia la vita, ed è questo probabilmente che fa la differenza e rende la sessualità maschile meno compromettente di quella femminile, più libera, direi quasi prêt à porter.  Per la donna, il timore delle conseguenze dell’atto sessuale, insieme con la sua debolezza intrinseca in caso di gravidanza, non disgiunta dalle remore di ordine morale, sociale e religioso, ha impedito una libera sessualità femminile e ha fatto sì che rimanesse alla mercé dell’uomo che le ha imposto il suo predominio.

Le nuove tecniche anticoncezionali e la liberazione della donna dai freni inibitori che la tenevano  legata a modelli comportamentali costruiti nei secoli, a mio parere, hanno fatto cadere quelle remore psicologiche, morali e sociali della mistica femminile, le hanno fatte uscire da un cliché fortemente condizionante.  Le donne hanno conquistato la loro autodeterminazione e ne fanno un uso assolutamente libero andando, se possibile, a recuperare il terreno perduto,  scavalcando l’uomo nella spregiudicatezza dei comportamenti. Prima erano vittime degli uomini e la loro purezza minacciata cedeva all’uomo tentatore, oggi non solo cedono, ma si guardano in giro, cercano l’occasione. Lo status di donna libera impone di avere l’amante, indipendentemente dall’età e dalla stanchezza del rapporto col partner, e non si accontentano, un solo amante non basta più. Altro che vittima dell’uomo. La cura maniacale del proprio corpo, il desiderio di apparire, il look  da mannequin, l’abbigliamento ammiccante se non provocante, vanno oltre la naturale vocazione a rendersi desiderabili, a piacere: hanno trasformato la mistica della femminilità e della maternità in mistica della seduzione. Gli obiettivi   non sono più quelli della famiglia e della maternità ma quelli della seduzione. Sedurre, amare, fare sesso, divertirsi sono i nuovi tag delle donne.  

Sottolineato che un tradimento è un tradimento, che sia fatto da un uomo o da una donna, rimane la differenza sostanziale del valore compromissorio del tradimento femminile che è più grave  perché da parte della donna, perché possa avvenire, richiede comunque un forte coinvolgimento, se è vero che nel rapporto amoroso essa spende sempre qualcosa di profondo che appartiene al suo personale mistero, la meraviglia del suo istinto materno, una pietas per sé stessa e per l’altro. E’ la mistica della femminilità che non essendo prêt à porter, rende il tradimento più profondo e più grave. E’ un fenomeno che interessa tutta la parte femminile della società italiana, e Ginosa non fa eccezione: ci sono molte donne giovani e meno giovani, magari con figli, sposate, non sposate, risposate, separate, ma tutte con uno o più amanti, che passano il loro tempo a trafficare con telefonini, appuntamenti, fughe in macchina a tutte le ore del giorno.  

Questo non è la liberazione della donna dalla sottomissione all’uomo, questo non è femminismo, questo non è autodeterminazione della donna. Questo è puro revanscismo: gareggiare con l’uomo sul piano della immoralità per superarlo in spudoratezza e impudicizia.

Finito di scrivere il 24 ottobre 2012

 

LEI e i suoi LUI  - 14 marzo 2015

Trascriviamo dalla rubrica D'Amore e Altri Disastri di M. L. Rodotà - da Sette del Corriere della sera del 6 marzo 2015 la lettera di una ragazza sulla sua situazione amorosa:

Al  momento i gentiluomini (paramarito incluso) sono tre. Uno mi vorrebbe sposare. Un altro parla dei bambini bellissimi che potremmo fare. Il terzo, quello un po' incasinato, non si è ancora capito. Ovviamente è quello che mi attira leggermente di più. Io, che sono in una posizione, anche più d'una, moralmente discutibile, li amo tutti (sul serio sono uomini meravigliosi, sexy intelligenti... ma perchè adesso? Perchè tutti insieme?) cerco di dividermi equamente. Una fatica. Il mio amico, quello che si sposa, invece di farmi la predica mi ha fatto la stending ovation e offerto da bere. Si è reso disponibile per fornirmi alibi e casa all'occorrenza. La domanda è: visto che ho intenzione di continuare a godermi questa situazione il più possibile sono forse diventata una Grande Bastarda?? Remore morali a parte, con tutta la ginnastica che sto facendo, mal che vada arriverò prontissima alla prova bikini.  firmato Cactus. 

 

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