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PASSEGGIATA PATRIMONIALE

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Si è svolta sabato 23 settembre la Passeggiata Patrimoniale, dallo Jonio alla gravina, da Marina di Ginosa a Ginosa, organizzata dal Club per l’UNESCO di Ginosa nell’ambito delle Giornate europee del patrimonio 2017, una manifestazione promossa dal 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e organizzata in Italia dal Ministero dei beni culturali.

 Le passeggiate Patrimoniali sono percorsi tematici che offrono un’esperienza itinerante e narrativa aperta a tutti: testimoni, esperti e abitanti del luogo che condividono le loro conoscenze e i loro ricordi, in un racconto evocativo di ciò che un tempo era, che è e che rimane patrimonio di tutti. E’ un modo per evidenziare il valore dell’eredità culturale personale attraverso l’intreccio di racconti dei partecipanti, esperienze di vita relative alla conoscenza dei luoghi, delle storie, aneddoti, tradizioni.

Il programma è fitto e ambizioso: partire dalla Pineta Regina fino al lago Salinella e arrivare ai camiciai di Ginosa passando per la masseria Parlapiano, le cantine Russo, il forno Ottocento, fare un salto al riparo dell’Oscurusciuto, in gravina Casale, Rivolta e Piantata, ce la faremo?

Si parte alle 9 dalla sede della delegazione comunale della Marina dopo una piccola conferenza di presentazione  del presidente Club per l’UNESCO di Ginosa, ing. Giulio Pinto, il saluto del delegato sindaco Angelo Moro e del rappresentante del Club  per l’UNESCO di Gioia del Colle dott. Franco Fasano, ospite come club gemellato.

Prima tappa Pineta Regina e lago Salinella, oasi paradisiaca per fauna e flora tipica. Il nostro arrivo disturba la fauna acquatica, aironi, gabbiani, fenicotteri che non gradiscono la nostra presenza rumorosa, reagiscono all’intrusione allontanandosi, con quattro colpi d’ala, un po’ più in là. Ammiriamo la flora ascoltando le dotte spiegazioni degli esperti, Wanda Galante e Vincenzo Di Canio, impariamo a conoscere il limonio e i suoi bei fiori da vaso, la salicornia, il ginepro e le sue proprietà, i tamerici cari alla memoria e ai panorami dell’infanzia di molti di noi,  la cannuccia d’acqua, nascondiglio e habitat ideale per molte specie di fauna acquatiche.

Dopo un breve tragitto in auto la comitiva raggiunge la masseria Casone Dogana di Calogero Parlapiano che ci edotta circa l’evoluzione dell’azienda, dalla sua costituzione al tempo dell’acquisto del feudo di Maria Cristina d’Austria, regina di Spagna,  da parte di una cordata di imprenditori siciliani, fino alle moderne coltivazioni: cereali, ortaggi e, novità per i profani, anche il lino nelle sue diverse varietà, da olio, da farina e da cucina. Graditissimo l’assaggio di una straordinaria uva Italia, una varietà immeritatamente fuori commercio per colpa delle uve apirene e della continua ricerca di novità imposta dal mercato. All’unanimità facciamo un appello perché venga reimpiantata e riportata al ruolo di regina delle uve da tavola.

La tappa successiva è già in paese, a Ginosa, in rione Piantata dove si trova il punto di assaggio della Cantina Russo, una realtà imprenditoriale che esalta le produzioni vitivinicole locali, in buona parte biologiche, ricercando qualità e originalità. Assaggiamo un vino Primitivo Magliolo, così chiamato perché prodotto da vitigni di due anni, momento topico per grandi risultati. L’assaggio è guidato dal sommelièr Domenico Gigante che ci apre alla scoperta di un vino, dallo studio del colore all’annusamento per l’individuazione dei profumi nascosti, alla degustazione con il corretto impiego delle papille gustative che, ascoltiamo attenti, hanno sensibilità diversa a seconda della posizione: sulla punta della lingua, nella parte media e nella parte più arretrata, prima di finire nel gargarozzo.

L’ora di pranzo è già abbastanza avanti per cui la sosta presso il Forno Ottocento è quanto mai opportuna. Ascoltiamo la storia del forno che nasce dalla ricerca di farine biologiche, ma non solo, anche antiche, storiche, farine in purezza che non abbiano subito le trasformazioni industriali, né tantomeno le contaminazioni OGM, quelle dell’ottocento, appunto, per un bisogno proprio fisico della proprietaria che ci ospita. Troviamo un buffet straordinario fatto di prodotti ottenuti con le farine naturali dal colore tipico dell’integrale, assaggi che ci hanno fatto scoprire sapori e profumi straordinari, vi citerò, per brevità, solo la purea di fave con pancetta con pane alle noci e pistacchio, per non offendere la zuppa di legumi, la crema di zucca e le sue sorelle , il pesto e altro ancora, e la marmellata di fichi, di giornata, che sarà difficile dimenticare. Se la Proprietaria Lucia Miceli ci voleva sorprendere, sarebbe bastato molto meno.

Il piacere  conviviale dei due appuntamenti degustativi si è prolungato oltre ogni previsione per cui si è dovuto modificare il programma delle visite, si è rinunciato a scendere in Rivolta, il poco tempo bastava appena per una visita veloce al B&B Il Falco Grillaio e soprattutto al frantoio ipogeo facente parte della struttura, un frantoio completo e  ben conservato, della profondità di oltre 35 metri, con ambienti vari che lo rendono molto articolato, adatto ad una varietà di impiego nel campo del turismo.

Prima del tramonto giusto il tempo di fare un salto al Riparo dell’Oscurusciuto, per condividere la passione dei ricercatori, comprendere l’importanza continentale del sito che rivela al meglio la vita dell’uomo di Neanderthal che per migliaia di anni ha vissuto nel nostro territorio, condividere con gli addetti la preoccupazione circa la necessità di proteggere il sito da atti di vandalismo e sciacallaggio, già sperimentati.

All’arrivo in piazza Sarno ci attende un gradevolissimo intermezzo musicale del Gruppo di Ricerca Popolare, un concertino che immaginiamo in tutti gli angoli del paese, saltuariamente, a sorpresa, solo per colore e allegria. E’ il momento della visita alla camiceria di Angelo Inglese, dove con dovizia di particolari, la signora Stefania ci mostra come nascono le loro preziose camicie.

Ormai scaduto il tempo a disposizione rinunciamo all’eleganza della camiceria di Carmen Clemente, che andremo a visitare quanto prima. La partenza degli ospiti conclude questa bellissima passeggiata patrimoniale, con maggiore coscienza da parte nostra delle ricchezze ambientali, paesaggistiche, marine, rurali, enogastronomiche, rupestri e artigianali orgoglio del nostro speciale paese.

M.G.

  23 Settembre 2017

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